CARTA VENTI E SEI, CORTA, DIALOGHI NOTTURNI
Non era raro che quando andavamo a dormire dopo una giornata di lavoro, di spostamenti nei paesi vicini e di predicazione, al momento di coricarci sui nostri poveri pagliericci d’erba secca e foglie, si udissero nel buio di tali dialoghi fra noi fratelli:
“Ohioi, che stanchezza, stasera mi dolgono anche l’anche…”
“Anche anche che?”
“No Egidio, no anche anche… dicevo che anche l’anche mi dolgono, oltre al resto naturalmente…” spiegava Bartolomeo al nostro Zolla.
“A me anco li piedi e lo groppone e sì, anche a me anche l’anche mi fanno un po’ male…” intervenne Gonzalo.
“Non ho capito, sapete? Se mi dite che vi dolgono i piedi e i’ groppone e anche anche, ma cos’è che vi dole così tanto?” insisteva fratello Egidio.
“L’anche!, l’anche Zolla! ci fanno male anche l’anche, stasera! come te lo devo dire?”
“Ah ora ho capito, a voi vi fa male qualcosa ma non sapete bene cosa, e allora dite così, in generale, mi dole anche anche, per dire che vi fa male un po’ tutto. Allora anch’io ve lo posso dire: anche a me stasera mi dole anche anche, sono tutto un dolore…”
“Si vabbè… buonanotte Egidio.”
“Anche a te, Gonzalo e anche buonanotte a te Bernardo, e anche anche per dire buonanotte a tutti voi, fratelli…”
“Boia…”