Cesco francesco (7)

OTTAVA CARTA; PRIMA DELLA CONVERSIONE

Ne ho già detto diverse volte: Francesco, nonostante la prestanza fisica, di corpo non era un granché. Misurava meno di quattro piedi, per essere esatti due bracci virgola mezzo piede che è quasi uguale a quattro piedi ma un po’ meno. Questo con gli stivaletti taccuti, da ragazzo fannullone e uso allo sperpero, anche se dopo qualche tempo che visse nella povertà assoluta e sempre scalzo misurava la stessa altezza se non di più perché gli era cresciuto un cotennone di calli che lo elevava. Suo padre Bernardone lo teneva volentieri in bottega visto che con le stoffe calcolate a braccio o doppio braccio Francesco che aveva i braccini corti gli fruttava guadagni sulla vendita all’ingrosso.

            “Certo, il braccino corto ce l’hai solo in negozio, Cesco!”, lo rintuzzava più volte il padre, per fargli intendere che nelle attività ricreative Francesco era invece uno scialacquatore seriale, generosissimo con i compagni e soprattutto con le compagne, quest’ultime chiamate da Bernardone in altro modo ma lasciamo perdere. E poi cantava, ballava, componeva versi che tendevano al doppio senso sboccato se non allo sconcio, era rinomato protagonista di feste e banchetti e pisciava sui muri – insomma, “Ho un figlio che è un pagliaccio!” si lamentava Bernardone con la moglie Pica. Pica, invece lei gli voleva bene e lo difendeva, e Bernardone: “Eccolo lì, guarda che capolavoro che mi hai dato!” a significarle che era stata lei a partorirlo e a tirarlo su dirazzato dai Bernardoni. Non gli era bastato nemmeno d’esser preso e condotto prigioniero a Perugia nella guerra contro i perugini a Cesco… e chi lo pagò quella volta il riscatto? , chi? “Io!” pensava il padre Pietro. No, ora voleva diventare anche cavaliere, il grullo!, e allora c’è bisogno del cavallo, dell’armatura, dello scudo, dello spadone e tutto l’occorrente per spaccare le ossa, infilzare, troncare, affettare… e chi la paga questa costosissima roba? Chi? “Sempre Bernardo!”, continuava nel rimuginio interiore il padre. Ma poi non se ne fa più di nulla, non va bene nemmeno il cavalierato, del resto quando non c’hai il fisico, dico io…

            “Mi farà morire di crepacuore mi farà…”  si lagnava continuamente con la moglie.

            “Ma no Pietro, vedrai” confidava lei “Prima o poi troverà la scarpa per il suo piede, la ragazzina giusta che gli farà mettere la testa a posto come ho fatto io con te”.

            “Ma chi vuoi che trovi se va sempre con le donnacce!” e qui Bernardone intendeva le frequentazioni di prima. “E poi non ce l’hai gli occhi. Non lo vedi com’è brutto? Ma a chi somiglia? Gli toccherà una moglie guercia a quello, malata o più scema di lui, dai retta a me che sono un uomo che ho viaggiato anche in Francia e di queste cose ho esperienza!”. Infatti, come è risaputo Francesco non si chiamava così, il suo nome vero era Giovanni, ma quando lo battezzarono babbo non c’era, e siccome poi ritornò dalla Francia, volle chiamarlo appunto Francesco, in famiglia Cesco. E che c’era andato a fare Bernardone in Francia? A commerciare, naturalmente,  a creare profitto perché lui ce l’aveva proprio il bernoccolo dell’imprenditore! E comunque, si sa com’è fatta la gente di quattrini: tra un cliente e l’altro aveva trovato il tempo di frequentare anche tanti bagordi, in questo Pica aveva ragione.

Però nonostante l’infausta previsione paterna, Francesco a un certo punto fu visto frequentare la dolce Chiara, che tutta la città non si capacitò di come fosse possibile che una bella ragazza come lei, del nobile casato degli Scifi, si facesse vedere con uno come Francesco, di babbo ricco sì, ma ricco risalito, e poi tanto bruttarello e a dir poco spostato. E allora, una sera coricati nel nido nuziale, Pica ebbe finalmente la rivincita e poté dire a Bernardone:

“Visto? Che ti dicevo? Lei è una ragazza di ottima famiglia, assai meglio della nostra. Tu non facevi che sminuirlo, è brutto, è scemo, è basso, quante ne ho sentite da codesta boccamara! Ma le persone, caro il mio Pietro, non le si misura come stoffe, con le persone le misure non sono tutto!”

E qui Bernardone per un paio di minuti ebbe di che riflettere profondamente sul pistolotto. Ma poi, d’un tratto, s’illuminò, e per una volta fu grandemente orgoglioso di suo figlio. Pica si sbagliava di grosso, in certi casi le misure contavano eccome! Così almeno la pensava il volgaro e rude bottegaio di ricchezza risalita.  Ridacchiò tra sé e stava già dormendo di gusto.

Altri articoli