Ho sognato mia madre. Ogni sogno è il racconto di un sogno: mi teneva per mano, dalla casa dove abitava mio fratello alla nostra, in via Beato Angelico, la strada sterrata della mia infanzia.
“Chissà quante volte saremo passati di qua…”, le ho detto. Perché nel sogno ero già adulto e le ricordavo gli anni da bambino, come in un altro sogno dentro al sogno. Lei si è strinta a me e ha riso.
“Ma, mamma!” ho scherzato anch’io, però quasi in imbarazzo, quel complimento mi sembrava eccessivo per la mia età.
“Che bambino rustico!” ha continuato a ridere stringendomi ancora più forte per gioco.
Eravamo quasi arrivati al portone d’ingresso, ero contento perché sapevo che in casa c’era qualcuno che ci stava aspettando, mia nonna o forse mio padre. Un’attesa che avrebbe trovato la sua piena realizzazione, una lieta completezza.