Noi salamandre

Sapere che cos’è il lago di Roffia e dove si trova, per il quinto componimento di “Commovimenti” non è così importante. Anche se il lago esiste vale nella scrittura come metafora di tutti quei luoghi che le pistole, i denti e gli artigli fanno in modo che non si realizzino, o soltanto per un momento privilegiato: si tratta della dimensione utopica. Più importanti del lago sono le “salamandre” che lo abitano – questi esseri anfibi -, rare volte nella realtà del mondo, di frequente nella realtà dei sogni. Sono queste salamandre le custodi del futuro, proprio loro che non hanno bisogno d’altro. “Noi salamandre” ti resta davvero così difficile? Pensi a un modo diverso di farti salvare la vita? Hai fiducia anche tu nelle pistole? Visto che noi potremmo essere le salamandre ho fatto precedere il brano dall’immagine del lago.

NOI SALAMANDRE

Poi sono venuti con le pistole dicevano loro a salvarci la vita e hanno chiuso il cancello. Il lago di Roffia è un miraggio dove sonnecchiano il ferrame delle escavatrici e i cavi elettrici. Spalanchi le palpebre sott’acqua nel verde cupo del mattaione e puoi raggiungere l’isola e ciuffi di canne fradice. Pareva incredibile avere ancora una casa che non fosse quella gola profonda di sabbia al riparo dal vento. Per noi salamandre i corpi erano la parola e una musica le risate. Utopia non ha bisogno d’altro grazie. Bene accetti uomini e cani e la sagoma del cielo sopra. Indugi nella pazzia e l’isola e il lago continuano a visitarti in sogno. Qui, nel grembo caldo, noi riposeremo, succhieremo al capezzolo a dimenticare i denti e gli artigli. Ora, ricordo, siamo noi il futuro: un solo pesce, un’alga, una squama.

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