Io scrivo, poi consulto il vocabolario
della lingua italiana e una buona grammatica
per comprendere le mie parole
e proprio nel momento in cui mi traduco
sono loro a tradire me stesso, non sono
più mie.
Ti sembrerà strano ma questo è il solo modo
che ho trovato per non esprimermi,
le parole come un volto nude
seguono l’artificio per farsi più vere.
Le guardi mentre si guardano allo specchio
a rimirarsi e ormai poco o nulla
hanno a che vedere con me, solitarie.
Tu, lo so, le leggi a sentire qualcosa
della vita,
per raccontarti ciò che avevi proprio lì
sulla punta della lingua,
e chiedi d’immedesimarti
in me, in chi è sparito
non prima però di avere segnato
qualche zampina di mosca
sullo spartito. Sei così folle tu
da confidare nel barattiere?