CARTA QUARANTA ET UNO, BRIATORIO
Dio me perdoni per quanto ho da scrivere su colui di cui mi accingo a raccontare, perché homo sconcissimo fu Briatorio de’ Flavi da Verzanolo. Vagava con lo suo circo di grande parco de meretrici provenienti d’ogni dove, che ne sfruttiede a centinara come losco puttaniere. Ce n’avea di tutti i pelami, nere nere e ricciole, blonde setose, ispide rosse e finanche albine de pelle e peli con occhiacci rossi come conigliole. Lui dicea per tutti li gusti, ovviamente riferendosi alli gusti delli homini volgari e peccaminosi qualo lui lo era.
Da tale cappelletto introduttivo non se ne deduca inperò che io Leone e tantomeno il santo Cesco si vorria judicare le donnacce dedite al travaglio meretricio, io per inesperienza e dunque subito mi taccio, Cesco per i suoi precedenti di bollori giovanili e per mai venuta meno empatia inclusiva. Noi qui condanniamo invece lo comportamento dello magnaccione Briatorio, che impilò lo suo imperio di industria sull’orrenda vergogna dell’uso e riuso delle potte e delli culi altrui.
Girava con lo suo grande carro per li borghi e le cittade della peninsula italica et anco, con barcone, per le isole grandi e picciole. Piazzaa la tenda e principiava a promuovere lo mestiero del fottere a pago, da intraprenditore qual era. Avea fatto incidere anche lo tariffario su targa bronzea allo ingresso de lo tendone, discernendo in prestazione e tempo di durata, dislocate esse e esso su assi cartesiani (e qui metto nota, lettore frate meo, apperciocché te avverto che per dare compiuta descrizione delle pratiche oscene di Briatorio toccherommi, mio malgrado, d’usare parole luridissime di lingua diavola). Me accingo, con l’aiuto di Dio, a descrivere lo tariffario cartesiano:
sull’asse dell’ascissa c’era lo tempo de durata che procedea di mezz’ora in mezz’ora fino a doppia ora e ore tre, sei tacche in toto
sull’asse dell’ordinata le tacche erano quattro come le specialità sessuali: maniglione, succhio, inpòtta, drèo, che non abbisognano de specifica.
(Tu lo vedi, lo asse cartesiano? O abbisogni di figura come gli gnoranti illettererati? Perché Briatorio pensò bene di darne anche pintura d’immagine così che la specialità ne risaltasse figurale per gli analfabeti, totali e funzionali).
Te spiego come funge. Tu per esempio cercavi l’inpotta, e allora mettevi lo dito sulla pintura in su alla tacca terza e facevilo correre per la linea dritta fino allo punto che ‘ncrociavi lo tempo d’ore… quanto ‘n potta? Una ora semplice d’inpotta, tacca due, e lì all’incrocio trovavasi lo prezzo, metti 8 lilleri, pratico. Se ‘nvece cercavi lo succhio le ore se trasformavano in ripetizio, andando dal mezzo succhio detto anche succhietto ai tre risucchioni con lo correre orizzontalo dello dito finché trovavi anche lì il prezzario totale con sconto progressivo. Ma il piglio d’imprenditorialità innata del Briatorio non fermavasi quivi, perché lui inventiede anco li pacchetti con sconto e abbonamento mensile. Faccio exemlo: 7 maniglioni 5 succhi 3 inpotta e 1 drèo lo chiamava il dìspari, per abbonati mensili di tutte le tasche, che, all’inverso, era il pacchetto royal: 1 manioglione, 3 succhioni, 5 inpotta, 7 drèo, specifico per gli inurbati di molte sostanze. I rustici, invece, con lo dito salivano appena le due tacche di maniglione e succhio, che‘nfatti s’adopravano a soddisfarsi a gratis con la bestia, pecora o vacca anche a prestito, sia per l’uso della cirofischiona che del bucomanzo. Meno malo che nostro Signore fece che le bestie non ebbero mane ma zoccoli unghiati, perché altrimenti i rustici se adopererebbero all’uso sconcissimo anche di quelle. Per dirti: un certo Guidi del Vallaccio, villico integrale, a pruova mise lo suo fringuello nella boccona de bava ‘mpastata della mucca ma lei non succhietto ne succhione fecit, bensì lo ruminò con ingurgito, il fringuello, perché all’animali non sai mai che passi per lo capo, specialmente se foemine. E per il succhio invece ce vole tanta tanta fiducia assai.
E ora che ti ho detto di che tipo d’homo era Briatorio e dei suoi loschi profitti di sfruttatore e puttanaro d’intrapresa poi te racconterò perché di lui ti parlo, e prossimamente te illustro lo incontro tra lui homo dissoluto e sfatto e il nostro santissimo pastore Cesco in eterna grazia di Dio e amen.
(continua con suspance)