“Che fa?”

“Non lo so. È da stamani che sta lì, seduto… Guarda fisso quel nespolo.”

“Il nespolo?”

“Sì…”

“Da stamani?”

“All’alba, quando sono arrivato, c’era di già.”

“E guardava il nespolo?”

“Sempre il nespolo, concentrato.”

“Boh…”

“E infatti, lo dico anch’io… La pasta ormai è andata. Ho provato a fermare la cottura, ma più di un’ora fa… è diventata una palla.”

“E vabbè, chi se ne frega della pastasciutta. Quello che non possiamo fare è disturbarlo…”

“Certo, lo so bene, mai interromperlo. Sono cose che noi non possiamo capire.”

“Esattamente. Ma ecco, si sta alzando. Deve aver finito. Svelto, prepara la tavoletta Irino!”

“La cera sarà abbastanza?”

“L’ho spalmata iersera, vedrai che va bene. Tieni lo stilo”.

“Grazie Bèride, non saprei come fare senza di te.”

“Che vuoi che sia, se non ci si aiuta fra colleghi… Sei pronto?”

“Sì, però occhio… e facciamo silenzio, perché è già qui.”

Difatti Adinoconte, il saggio della città di Filocastro, detto per l’appunto Adinoconte da Filocastro, dopo pochi secondi raggiunse i due schiavi.

“Su bello, scrivi!”, si rivolse senza indugio a Irino, di cui comunque non ricordava neppure il nome.

“Titolo, due punti, aperte virgolette e maiuscolo, Il movimento dell’albero… Hai scritto?”

“…bero, sì”

“L’uomo è dotato di movimento animale… che fa in modo che il di lui corpo, per effetto della volontà, possa spostarsi nello spazio da un punto A a un punto B…”

“A e B maiuscolo?”

“Che domande, diàmine! Di seguito…  ‘Ma anche l’albero, contrariamente a ciò che pensa Filone da Eudamio, anche l’albero ha un movimento suo…’ No, cancella pensa e metti scrive, che vuoi che pensi quello…  Quindi: ‘anche l’albero, contrariamente a ciò che scrive ecc. ecc. ha un movimento suo proprio…’ virgola, ‘che sebbene non gli permetta di transitare da A a B…’ Fatto?”

“Un attimo…‘’

“…sebbene non gli permetta di transitare da A a B’, virgola, ‘ne determina altresì lo sviluppo dall’interno all’esterno e dunque l’accrescimento… variandone’, virgola, ‘di conseguenza’, virgola, ‘l’altezza e dunque l’estensione arborica nell’ambiente circostante’. Metti un punto, e poi ‘Ergo due punti…”

“. Ergo:”

“L’albero sta fermo ma, nonostante ciò che ne dicono gli stolidi poco predisposti all’accurata osservazione, lo stesso si muove!’ sì, così, metti  il punto d’esclamatio… in culo a Filone! ah ah… no, questo non lo scrivere… Bene ragazzi, come si dice?, prendi e porta a casa…” e il grande Adinoconte, finito di dettare, mentre si esibiva come al suo solito nel ripetuto gesto dell’ombrello, si allontanò in direzione del punto più alto della collina.

“È un miracolo che sia entrato tutto in una tavoletta, per la miseria!”

“Visto Irino? Che ti dicevo?, della pastasciutta non gliene poteva fregare meno…”

“Hai ragione. Domani sai che faccio?, gliela riscaldo e rìzzati… La tieni te la tavoletta Bèride? O va spedita a Filone? Tu che hai capito?”

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