Dieci idee per un film

1.

Un thriller dove l’ispettore di polizia, da anni impegnato a dare la caccia a un serial killer che uccide le proprie vittime seguendo un rituale di una crudeltà efferata, scopre che invece gli assassini sono almeno una dozzina, e anche persone tra loro molto diverse, ma che in comune hanno l’aver frequentato lo stesso asilo nido.

2.

Un film di fantascienza dove gli alieni rapiscono un uomo per studiarne le caratteristiche e non sanno che quello è un testimone di Geova e allora non riescono a capire come mai gli abitanti della terra si ostinano a non togliersi i calzini di agosto, abbiano una predilezione morbosa per i citofoni e aspettino tutti contenti la fine del mondo.

3.

Un film horror dove una coppia di giovani sposi acquista una vecchia casa isolata in campagna e c’è una botola per scendere in cantina e in una notte di tempesta si sentono delle voci provenienti da sotto e allora il marito ha paura ma vuole ugualmente andare a vedere chi c’è e proprio mentre scende la vecchia scala di legno che scricchiola va via la luce e così, per sdrammatizzare, l’uomo urla alla moglie che è rimasta a letto “Dev’essere stato quel fulmine caduto qui vicino…” ma quando ritorna la luce si accorge che la sua cantina, di notte, diventa il laboratorio del dottor Frankenstein e proprio quel fulmine ha riportato in vita pezzi di corpi morti ricuciti in un essere mostruoso e però la luce salta di nuovo perché lui per risparmiare ha stipulato un contratto con l’Enel per l’erogazione a 220V (monofase) invece che a 380V (trifase) com’era il contratto del vecchio proprietario e allora, nel buio, senti che il dottor Frankenstein proprio per questo s’incazza di brutto e anche il mostro, e co il marito risale a stento la scala e ce la fa anche a sprangare la botola e quando corre su a raccontare tutto quello che è successo si prende atto che la moglie conosceva già da tempo il dottore e lei dice al marito “Frankenstein ha proprio ragione a arrabbiarsi, tu sei sempre stato una lesina! E non solo con l’Enel…”

4.

Un film di un cacciatore di squali che s’immerge dentro la gabbia d’acciaio perché ha saputo che in quel tratto di mare hanno avvistato uno squalo tigre di almeno sette metri e dopo qualche minuto di attesa si avvicina infatti un’ombra enorme con sottofondo musicale ma il cacciatore si accorge che non si tratta di un tigre ma di una gigantesca acciuga e allora, siccome prima di diventare cacciatore di squali per mantenersi agli studi aveva fatto l’aiuto pizzaiolo, gli viene in mente quest’idea, che se trovasse anche cinque o sei capperi proporzionati all’acciuga gigante potrebbe entrare nel libro del Guinness dei primati cucinando la napoletana più grande del mondo!, anche se per farlo avrebbe dovuto adoperare l’altoforno di una fonderia non proprio in linea con la tradizione partenopea perché a gas e non a legna. 

5.

Un film romantico di un poeta che convive felicemente con la stessa donna da anni ma lei un giorno gli dice “Non scrivi mai una poesia su di me” allora lui pensa alla Beatrice di Dante, alla Laura di Petrarca e alla Silvia di Leopardi e siccome sono tutte donne morte decide di ammazzarla, anche se un po’ gli dispiace perché aveva un bel fondo schiena.

6.

Un film di pistoleri dove c’è il pistolero più veloce del west e un altro che pensa di essere più veloce di lui e in tutto il film lo sfida a duello ma quello niente, non accetta, non tanto per paura ma perché ha cambiato vita e ha messo su famiglia e la moglie gli ha fatto appendere la pistola al chiodo, anche per il bene del bambino che è nato affetto da trisomia del 21, ma questa è un’altra storia. Quell’altro pistolero però non sente ragioni e gli dice tu hai paura perché in cuor tuo sai che io sono più veloce di te e ora sei anche vecchio e per giunta hai un figlio disabile e io non ho mai sentito di un pistolero con un figliolo handicappato e invece guarda me come sono giovane e svelto. Finché non passa giorno che non lo offenda di brutto e alla fine il pistolero anziano scoppia e dice “Vuoi morire? Ti accontento, facciamo questo duello così mi tolgo il pensiero” e mettono lì per terra il solito orologio da taschino con il carillon che quando finisce la musica, e solo da quel momento in poi, possono estrarre la pistola, ma a un certo punto il più giovane riconosce il motivo e si mette a fischiettarlo così non si accorge che la musica era finita e quell’altro gli spara e lo ammazza, anche se forse aveva ragione il giovane, non era il vecchio il più veloce dei due, ma solo il più furbo perché aveva fatto cambiare il carillon dell’orologio con una canzone molto giovanilistica di Ligabue, “Siamo chi siamo” che nel ritornello fa così “Siamo chi siamo / siamo arrivati qui come eravamo” e uno giovane, a sentirla, non solo la fischietta ma gli sembra anche una canzone profonda e allora si distrae.

7.

Un film di vampiri dove ce n’è uno che va in crisi di astinenza e invece del sangue si riduce a succhiare la linfa di un albero e non so se ci avete fatto caso ma i vampirizzati, il giorno dopo, sono molto pallidi con le occhiaie violacee, mentre a un albero un vampiro gli fa una sega, solo che poi passa la poetessa Chandra e non si accorge che l’albero è stato morso da un vampiro, lei nota invece che l’abete questa volta non la saluta come le altre volte e siccome pensa che abbia una giornata storta corre subito ad abbracciarlo e allora l’albero tira fuori un paio di canini da urlo e morde la poetessa sul collo e le succhia il poco sangue povero di ferro che ha in corpo e quindi se vedete Chandra smunta e con le occhiaie non è perché scrive le sue poesie di notte, il motivo è che è stata morsa da un abete vampiro che a sua volta l’aveva morso un vampiro classico non perché gli piacesse la linfa ma per via di una forte crisi di astinenza essendo per giunta cocainomane.

8.

Un altro film di fantascienza dove c’è uno scienziato pazzo che costruisce in soggiorno un razzo per andare su Marte e quando l’ha finito, senza scrivere neanche un biglietto d’addio alla fidanzata o a altri perché non ha una vita sociale, ci sale sopra e l’accende, ma il razzo non parte, soltanto che qualcosa succede perché a lui va via la memoria e quando scende dal razzo va a cercare la domestica e le domanda “Chi è che ha messo questo coso nel soggiorno?” e la domestica lo guarda un po’ spaventata e gli dice “Professor Merini” – perché lo scienziato pazzo di questa storia ambientata a Londra anche se ti sembrerà strano si chiama Merini – “professor Merini a questo razzo ci lavora da almeno tredici anni” e gli dice la verità. Ma il professore mica ci crede, perché non si ricorda più nulla, e così si convince che la sua domestica è un alieno che è venuto da Marte con quel coso ed è atterrato in soggiorno sostituendosi alla domestica che adesso, poveretta, sarà disintegrata da qualche parte e allora il professor Merini fa finta di nulla ma sta attento perché sa che l’alieno prima o poi si tradirà, anche per un particolare insignificante  che però all’intelligenza di uno intelligente come il professore apparirà senz’altro significativo, e il film va avanti così per un’altra oretta circa e poi finisce improvvisamente perché il produttore vuole mettere l’uzzolo per produrre un secondo film con gli stessi due attori, non prima però di aver fatto intuire che il professore e la domestica nel frattempo si sposeranno.

9.

Un film tipo documentario di uno che va a pescare con un suo amico e per non disturbarsi reciprocamente si piazzano distanti, separati da una fitta vegetazione fluviale, e dopo un po’, anche se abbastanza sommessamente per non disturbare i pesci, il pescatore chiama l’amico pescatore per sapere se ha allamato qualcosa ma non riceve risposta e così si alza dalla seggiolina pieghevole e attraversa la fitta vegetazione per raggiungerlo ma il pescatore non c’è anche perché nella piazzola adesso pisola un coccodrillo sui tre metri circa che evidentemente ha ingoiato l’amico visto che dalle fauci dell’animale fa capolino quello che potrebbe essere un braccio o la parte di una gamba e allora il pescatore pensa non lo sapevo che c’erano di questi bolidi in Elsa bisognerà che prepari un’armatura più resistente e anche l’amo del 16 mi sembra piccolo e qui il regista abbandona la sceneggiatura perché si sta perdendo in dettagli tecnici e mica tutti sanno cosa sia un amo del 16 così telefona allo sceneggiatore e gli dice “Taglia la scena del coccodrillo, facciamo invece che quello gli risponde e gli dice ‘Sì, ho preso una bella carpa di un chilo e mezzo’, perché tutti sanno cos’è una carpa e non è intelligente far sentire lo spettatore ignorante come una capra e anche terrorizzare gli abitanti della Valdelsa con il coccodrillo, perché questo film deve incassare un casino per ripagare i debiti di quel film di merda che abbiamo girato l’anno scorso sull’albero-vampiro che c’è costato anche la denuncia della poetessa Chandra”.  

10.

Un film d’evasione nel senso dell’evasione da un penitenziario dove due carcerati stanno lavorando da almeno tre anni a un tunnel, uno con un cucchiaio reperito in mensa e l’altro lasciandosi crescere le unghie, e sono arrivati a una galleria di almeno sei metri con grandi difficoltà per far sparire la terra rimossa con cui hanno finto di modellare un enorme pupazzo di fango, nel cortile, per compiacere il direttore spacciandolo per un lavoro di utilità sociale, e quando ormai sono vicini alla meta perché gli mancano solo un paio di metri per sbucare dall’altra parte della recinzione, quello biondo dice una notte al nero “Ma tu mi ami o no? Dimmi la verità…” E il nero gli risponde che sì, fino all’anno prima lo amava intensamente ma ora a lui interessa solo il sesso e allora all’altro gli si spezza il cuore e non vuole più scavare e questo è un grosso problema perché il biondo è quello che ha il cucchiaio e il nero allora gli dice “Prestamelo…” e l’altro “No!” “Ma che ti cosa?, prestamelo… che con le unghie ci metterò almeno sei anni a fare due metri” “Così impari a spezzarmi il cuore”, dice il biondo “Ma dài Pucci, scherzavo… io ti amo, davvero, ti ho sempre amato fin dal primo giorno che ti misero qui in cella con me.” “Sì, lo so, ma solo per il sesso!”  “Non è vero, mi piace tutto di te, anche i tuoi difetti.” “E quali sarebbero i miei difetti?” e insomma, il film da film di evasione da un carcere diventa un film d’evasione di quelli sentimentali che si guardano solo per distrarsi dai problemi veri della vita, come per esempio quanta sofferenza e tenacia ci vuole per scavare un tunnel utilizzando solo unghie e cucchiaio e siccome questi due tipi di film d’evasione non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro anche il pubblico che li sceglie per una serata al cinema è di una tipologia molto diversa e probabilmente rimarrà così deluso che prima di rivedere un film dello stesso regista ci penserà due volte e perfino gli attori, il biondo e il nero, saranno rovinati per sempre anche se penseranno che la causa sia la discriminazione di genere, però sbagliandosi.

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