La vita attesa

Il poeta attraversa la soglia, entra

in casa, chiude dietro di sé la porta.

Si fruga in tasca per cercare la chiave

della sua vera casa, per poi accorgersi

ancora una volta,

che in tasca non c’è, e infatti lui non è

il proprietario. Così prova

a bussare -toc toc – già sapendo che la lingua

non gli aprirà perché lui ha bussato

ma soltanto quando a lei parrà,

ammesso che lo faccia. Dovrà

aspettare. A volte gli viene in testa

una strana idea che scaccia subito

per la paura di distrarsi: “Cosa potrei fare

nel frattempo? Potrei vivere?”

Intanto piovono bombe, si crocifiggono

bambini, il latte scade.

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