Gli inservibili

L’orecchio cavolfiore del pugile suonato,

povero naso a sella modellato

colpo su colpo, il cavallo sfiancato

che continua a girare il suo tondo

sull’erba per quanto libero dalla mola a sangue,

e questa scrittura che si è fatta via via inservibile

e le cose pensate e le cose desiderate

come sperduti punti di stelle

sempre più fredde, sempre più lontane.

Almeno sparire senza lasciar dolore.

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