In fondo la mia dev’essere la sindrome
di Geppetto, ti costruisci un burattino
perché ti faccia compagnia. Sono così
i miei personaggi, abbiamo un accordo:
vi ho fatto le gambe, siete liberi
di andare dove volete, ma vi ricordo
di ritornare ogni tanto da me, a raccontare
ancora una volta la vostra storia.
E allora chiudere gli occhi, di notte,
con un chiassoso teatrino intorno.