Cose fragili

C’è qualcosa d’irrimediabile quando tua madre

muore. Ti svuoti come un sacco di iuta grano a grano

anche il sole scalda di meno

e la maglia che indossasti l’ultima volta

non ha lo stesso intenso colore. Ti prego

toccami la pelle con la pelle,

perché il tormento delle cose fragili si placa

con due dita, perché il mio pianto ha fiumi silenziosi

sotto la terra, va in cerca di lei

sotto la terra e là si perde. Mia madre

solo per me mostrò alla vita

come incedere con signorile portamento

perché nulla devi temere al mondo

se sai come si gira il nodo alla cravatta.

Ogni gesto d’amore allora è una finestra

spalancata la mattina all’aria

e i pantaloni poi li tieni su con uno spago.

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