Anni rubati

Tre anni più di mio padre e dieci
del fratello sono anni rubati
per ora alla morte – cosa ne hai fatto?
è questo che mi domando ogni notte
con gli occhi chiusi per tornare al sonno.
Entrambi generarono tre figli
due maschi e una femmina a garantire
il proseguo del proprio nome e d’altri,
e perché no? una specie animale
e angeli. Entrambi si sposarono
come un fatto naturale a una certa
età, in pompa magna e tradizione,
perché così si fanno le famiglie
ma anche soprattutto per amore.
Senz’altro tradirono, gli somiglio
in questo, non nella vita più lunga,
non per i figli ma nel tradimento,
nel rinnovare la maledizione
di litigi senza fine e salute.
La mia era un’altra generazione
all’apparenza avevo più parole
per raccontare una nuova storia
per intrecciare infiniti discorsi
per non affidarmi alla chiamata
della vita. M’innamorai di strano.
Qualcuno fu complice o forse un caso
come sempre si tramutò in destino.
Fatto sta che il mio fusto aveva poca
linfa e la dispersi da generoso
come il fiore che esplode o uno sciame
d’insetti sperando ne sopravviva
uno, il seme raccolto da un ospite.
Mi dico così, la notte, e cerco
di ritornare al sonno a occhi chiusi.

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