Anche in “Crudo sulle pagine”, il settimo componimento, le parole accentuano la loro qualità fisica. C’è una materia che va consumata, quella dei libri simili ad animali, quasi oltraggiati ma anche celebrati dall’uso, dal respiro a cielo aperto. Inutile insistere o tentare di riassumere, le parole sono qualcosa soltanto nella pratica del praticante, il resto conta assai poco. Liliska è Lilja Brik, musa ispiratrice di Majakovskij, e chi non conosce quella poesia che è una lettera scritta per lei corra subito a cercarla. Ma Liliska sono anche tutte le lettrici, che hanno negli occhi un fuoco che riluce che fa risplendere la cenere delle parole, una cenere che non potrà mai esaurirsi definitivamente. Vedi? cerco di dirti che cosa sono per me i libri e come bisogna starci in compagnia.
CRUDO SULLE PAGINE
Passaci dentro la lingua. Non bruciarli, soltanto i fascisti li ammucchiano in alte pire. I libri hanno quinterni per essere squinternati, sono di carta e cartone affinché si consumino in orecchie e riccioli. Prima regola diffidare degli incantesimi. Nessuna cosa è squallida come un libro intonso, meglio un’epidemia di minuscoli insetti argentati. Semmai come le signorine e i preti seccaci i fiori. Ogni animale che respira prima o poi svuota le viscere, e i libri appunto falli respirare. Il cielo sia crudo sulle pagine, versaci i caffellatte, chiudici dentro croste di pane e fiammiferi. Quando ti prestano un libro rovinalo fino in fondo, camminaci avanti e indietro, alla pagina trentanove ho trovato un capello lunghissimo mia Lilicka! In questi occhi è il fuoco rilucente e le parole mai combusta cenere.