Quando entro in una libreria le copertine dei libri mi fanno male agli occhi. Ché infatti il gioco consiste nel realizzare un’immagine che si imponga sulle altre, un libro che urli la propria presenza in mezzo a centinaia di altre urla. C’è questo vociare in una libreria: “guardami guardami guardami… sceglimi sceglimi sceglimi… prendimi prendimi prendimi…” Invece sarebbe meglio moltiplicare il numero delle librerie – migliaia per ogni città , magari locali molto piccoli e piuttosto bui, un unico addetto e in vendita un solo libro in decine e decine di copie, l’unico esposto in una vetrina minuscola. Così ognuno di noi andrebbe nel suo negozio di fiducia, dove il libraio ha fatto la sua scelta, davvero pericolosa, d’imprenditorialità. Quindi a Natale, se siete delle persone serie e soprattutto eticamente coerenti e responsabili, e se avete l’intenzione di regalare un libro, evitate di sceglierne uno diverso per ogni persona diversa, ma comprate per tutti i vostri amici e conoscenti il medesimo libro – cioè il mio.
Per farti un’idea della bellezza del mio libro ascolta quello che ti dico. Ho un amico scrittore che sta pubblicando la sua opera completa su Adelphi che quando gli detti da leggere le bozze cominciò a piangere a dirotto e tra i singhiozzi mi disse: “È troppo… come farò da qui in avanti a guardarmi allo specchio senza morire di vergogna?” E allora mi è toccato rimanere con lui per un paio di giorni e cercare di dissuaderlo, perché voleva contattare l’editore Adelphi e far ritirare dal mercato quanto già pubblicato e dare alle fiamme tutto il resto, compresa l’unità centrale del PC dove erano archiviati gli appunti e le 347 cartelle del suo prossimo romanzo.
Il mio libro avrà un tale successo che per non essere continuamente aggredito dai fanatici e destare meno interesse nelle folle dovrò camuffarmi da Federico Leonardo Lucia, detto Fedez.
Con la seguente nota avviso i sindaci dell’Empolese Valdarno Valdelsa che prima di erigere il mio monumento in ogni comune del Circondario e intitolarmi la piazza principale dei capoluoghi aspettino per lo meno che il mio libro sia uscito.
Eh, il mio libro… Ti confesso che già mentre lo scrivevo mi ero accorto che si trattava di un capolavoro assoluto, perché una notte – stavo picchiando sui tasti di brutto – sentii bussare alla porta e andai ad aprire, “Chi sarà a quest’ora?”, ed era un angelo bianco e luminoso che mi disse “È stato Lui a mandarmi giù, sono il tuo editor…”.
Quando il mio libro fu stampato presi la prima copia e la portai a casa. Non appena le trovai la giusta collocazione nella libreria – una libreria notevole, che consta di 12.000-12.500 volumi – e feci per posizionarlo su una scaffalatura, tutti i libri, all’unisono, si sono inchinati.
Una lettrice mi ha scritto per raccontarmi questa cosa che le è accaduta ieri e che ha destato meraviglia nei molti presenti, che siccome aveva portato il mio libro con sé a Castiglioncello per leggerlo mentre prendeva il sole, a un certo punto gli è scivolato di mano da uno scoglio e prima che raggiungesse il mare si sono separate le acque.
Non vorrei creare delle aspettative ma non posso farci niente, il mio libro è così bello che in certi lettori ha già causato fenomeni di levitazione trasportandoli fin sopra le nuvole, e ora che lo vogliono rileggere si stanno attrezzando chi con delle cinture di sicurezza appositamente progettate per divani e poltrone, chi zavorrandosi con scarpe piombate o addirittura assicurandosi a piloni di cemento armato – e invece quelli che vogliono provare nuovamente l’esperienza del volo, loro si arrangiano con ruzzole di corda di centinaia di metri perché poi, a fine lettura, risulterebbe assai complicato tirarli giù. Qualcuno infatti è sparito oltre le Alpi e gli Urali, ché tirava vento di ponente, e comunque stanno bene, tanto che hanno detto di non voler scendere più e rischiano però di morire di fame.
Dicono che leggere fa bene, che previene la degenerazione cellulare del cervello, e infatti il mio libro non solo te lo consiglio per prevenzione, che so?, come esercizio per la memoria o supporto nella capacità dialettica, ma soprattutto perché diversi malati all’ultimo stadio di Alzheimer lo hanno letto e sono completamente guariti.
Il mio libro è talmente bello che, sebbene abbia 412 pagine, molti lettori sono fermi da giorni alla prima perché non possono fare a meno di tornare indietro e rileggerla.
Il mio libro è stato giudicato talmente importante per l’umanità che la Nasa lo ha spedito con un missile nello spazio senza fine, e dopo un paio di giorni eccoti arrivare da noi un altro missile, costruito con una tecnologia sofisticatissima e aliena, che portava questo messaggio: ma prosegue, vero?
Ieri, al parco, ho trovato uno su una panchina che leggeva il mio libro, e allora gli ho domandato: “Ti piace? Perché sai, l’ho scritto io…” E oggi vedo sul giornale che un tipo, ieri e proprio in quel parco, dice di aver incontrato Dio che gli ha parlato.
C’è stato uno che ha organizzato una spedizione e ha scalato l’Everest e quando gli hanno chiesto il perché ha risposto che se ci fosse stato un monte più alto lo avrebbe portato lì, il mio libro, ma c’era solo l’Everest e bisognava accontentarsi, per quanto dispiaciuti.
Un lettore ha provato a sottolineare il mio libro e, benché abbia usato con tratto leggero il lapis, la mano gli è caduta, di netto. Un altro dice “allora faccio le fotocopie…” e l’hanno trovato incenerito.
Quel tale ti domanda: “Sì, l’ho letto. Vuoi che te lo riassuma?” e lo chiudono immediatamente in manicomio.
Talmente bello è il mio libro che se lo leggi a voce alta i tronchi degli alberi crescono di almeno cinque cerchi all’anno.
“C’è tutto il senso della vita lì dentro” ha detto uno a proposito del mio libro. “E il non senso?” chiede un altro. “Anche”.
“Siccome siamo in un paese civile non ti condanniamo alla pena di morte ma all’ergastolo sì: com’è che ti è venuto in mente che dal libro di Nardini ci si potrebbe trarre, liberamente, un film?”
Questo Natale da Gesù Bambino non arrivano i Re Magi con i doni, viene direttamente il signor Amazon all’indirizzo di destinazione – via Delle Grotte 1 – e gli consegna il mio libro.