Da quel sogno

Il sogno iniziò con la visione dalle fessure dell’elmo: ero un guerriero sulla biga, di fronte una terra completamente piana all’infinito. Però mi accorsi che non c’era soltanto deserto, liquide nella luce poi via via sempre più definite si distinguevano le figure di molti nemici in procinto di attaccare.

Così mi lanciai contro e con grande sorpresa, una volta più vicino, capii che si trattava di bambini. Scagliando lance e frecce cercavano di colpirmi in tutti i modi ma, anche quando ci riuscivano, non sentivo alcun dolore. Sorrisi e gettai via la spada che avevo sguainato.

Continuai a guidare la biga in mezzo a loro, che pensavano d’essere impegnati in una guerra vera, giocavo nella baraonda della battaglia che non riservava alcun pericolo, alcuna ferita o sofferenza. Compresi che il mio compito era far divertire quei bambini che mi combattevano credendosi dei ferocissimi guerrieri. Così, da quel sogno, continuo a fare tutt’ora.

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