Tenendomi al codino mi sollevo
dall’impantanamento delle mie paludi
e insieme a me gli zoccoli e il cavallo.
Così ho visto fare da bambino
al gran bugiardo del barone di Münchausen
tra altre sue iperboliche fandonie
le più adatte per serbarsi in vita.
Le immagini di un grande libro giallo
mi tolsero d’impaccio
a più riprese, in volo su una palla di cannone
in direzione luna
o quando a una fontana non cessò
la sete. Per tutto c’era la migliore cura
in quelle storie accese dai colori
e nel futuro mi bastò ricrederle
come le cose più sentite e care.
Peggio di noi poeti fingitori
sono i malati per finzione
le vittime si strappano i capelli
per vocazione. Noi siamo stati invece fortunati
al sicuro dal prete
dal guro dal capo e dal dottore.
Un ussaro con baffi e con colbacco
esperto e mago di millanteria
ha dato scacco al cuore in anarchia.