Cesco Francesco (48)

CARTA QUARANTANOVE, MINCHIATE SU CESCO

Sul nostro Cesco già ne girano e ne gireranno tante, di corbellerie. Che certune si vede che chi le inventa gli vuole parecchio bene, e tante fanno anco ridere e dunque sono ganze e ci tengono allegri. Ma ce ne sono però di malevole, tipo quelle in lingua occitana che vengono da li catari, sempre loro, che loro si sa sono ereticissimi e allo papa restano sul coglio di brutto.

Imperò, a parere mio di Leone pecorella di Dio, ce sono quelle corbellerie che fanno gran tristezza e per di più che le tirano fuori dai loro cervelli imbacati quelli che credono d’esser dalla parte nostra, e fedeli, e giustissimi, e ‘nvece sono la ruina della Santa Madre Chiesa. (Non te impaurire per lo discorsone, che d’appresso te lo spiego semplice semplice, fratello lettore mio). Vuoi un exemplo su tutto? Ecco qui lo racconto baggiano della prostituta, che siccome gli è da pizzicori, imperversa, e si sa com’è la gente… Ma se tratta d’enorme bufala, con rispetto parlando dello fratello animalo. Di seguito.

Come certus lo avrai sentito anco tu, Francesco arebbe incontrato nel viaggio de crociata una puttanona de terra d’Affrica ‘nvaghita e ‘nfoiata di lui, magari anco de pelle negra e calda calda. Ora, noi sapemo che lo Cesco de prima, cioè lo giovine scialacquatore Francesco figlio Di Pietro, era, meschino lui, uso a bagordi frammescolati che de sicuro contenevano anche le donne de prezzo, e quindi senz’altro conosciede la foemmina e anco de molto. Ma questo era lo figliolo de Bernardone de quaggiù, non lo figlio santo de Dio Padre nei cieli! Ché poi, se uno ce ripensa bene, come ce se fa a ‘nvaghirsi de Cesco per l’amore carnale a gratis? piccinaccolo e così bruttarello com’era? Su padre, lo Bernardone, lo abbiam già detto nelle prime carte, se lo spiegava con una virtù nascosta, de tutte la più sconcia, ma se sa che i bottegari sono homini volgari de testa e de lingua.

Immagari però una potrebbe dire: “Brutto come la fame sì, ma in fundo Cesco è uno tipo…” Gl’è infatti risaputo che le donne sono generose de benevolenza e più accettanti de li masculi, inclusive anco per le difformità. Ma comunque a me non me par possibile, e senti te se dico bene. Di seguito.

La puttanona negra, infoiata, arricciando i labbroni gli avrebbe detto al santo: “Mmmmm… quanto se’ bono! Anco se nu c’hai non dico lilleri ma neanche gli oculi per piagne  io te voglio tutto intero quale sei a gratis, e me te mangio!” (per non dire de peggio). Al che il santo se sarebbe messo steso in uno braciere già lì pronto all’uso rinvoltolandosi ne lo fratello foco, nel dire alla foemina: “Ci sto, vienimi a cercare quivi e cavalcame alla francese!” E la mala foemina, allora: “Miraculo!” e da saracina che era diventa all’istante cristiana e battezzata.

A me, messa cussì, pare una gran minchiata de storia. Imperò devo dire che la gente ‘gnorante ce crede, perché ‘sta minchiata è stata messa in musica da due menestrellacci, anche loro brutti come la fame, ma che ce fecero tanti e tanti lilleri musicandola de’ note strimpellate e sciocche per lo volgo. Che a dirla proprio tutta me fanno davvero specie. Perché te chiedo, fratello mio: come se fa a cantare in quella canzone questi du versi? “bello il suo volto ma velenoso il suo cuore | con il suo corpo lo invitava a peccare”? rivolti a una foemina? per quanto infedele? Solo du’ torvi bacchettoni e paraculi potrebbero dire “velenoso il suo cuore” per una donna che se te concede, ché se il santissimo fosse ancora qui fra noi mortali, li rincorrerebbe con un nodoso bacchio de’ querciolo, lui che non solo le foemine amava come ogn’altra creatura, ma proprio tutte, anche quelle sorelle che se facevano pagare per il lavoro corporale de pàssera e altre specialità.

Te domando, retorico: nun è Cesco il nuovo Cristus? E allora? Che di nostro Signore Gesù Cristo c’è scritto da qualche parte che considerava le foemine di cuore velenoso? Orrendus! E allora la Maddalena? E allora quella poveretta che gli ebrei steano per lapidare perché avea peccato? C’è qualcuno qui che abbia lo coraggio de scagliare la prima pietra contro la donna? Certissimo! li due canzonettari! Quei du’ babbalei di Baluardi e Buttiato!, non pietra scagliano, ma lanciano sul mercato canzone per homini locchi! E comunque, lettore, questa carta te serva da lezio, affinché tu nun creda a tutte le ciance su Francesco che te capiterà d’udire, anche se vengono spacciate in poveri stornelli de minestrelli che se credono poeti di Provenza!

Perché è proprio attraverso lo ingenuo e lo ‘malo ignorante che se fanno davvero i cuori velenosi, e perché forse quando dici troia, prima te dovresti sciacquare lo scilinguagnolo con sorella acqua, e se poi te urge ancora, dovresti mirare ben bene l’offesa, perché le vere troie non sono quelle a cui tu pensi, ma altre, che magari ‘mpestano lo intorno con canzonette piene di fake news, come dicono i Britanni, e che lo fanno per losco guadagno di lilleri. (Ora me sono arrabbiato e smetto de’ vergare la carta perché m’incazzerei sempre de più, epperò con la promessa che ‘l discorsone, a animo sereno e lieto, lo riprenderò. Vai in pace, e lo auguro anche a me medesimo.)

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