Dedicato alla pesca notturna e invernale, il sesto componimento di “Commovimenti” forse dice qualcosa di ulteriore riguardo a un pensiero dove si sente la presenza del corpo, più ricco del concetto astratto. È raccoglimento, è sospensione, ma è anche presenza viva. Nell’infinito nero del mare qualcosa di piccolo brilla, come la punta di una sigaretta, o anche il tintinnio di un sonaglio che segnala l’abboccata. Su tutto, comunque, il silenzio e l’attesa. Siamo uomini e animali, metà e metà. Ma perché proprio cavalli? Sì, certo, i centauri… e fra tutti Chirone, l’educatore di Achille, istinto-razionalità, emozione-controllo cognitivo – impensabile lo scrivere senza la forza del corpo.
METÀ UOMINI, METÀ CAVALLI
Tu forse non sai come il nero del mare possa sembrarti infinito. Le notti d’inverno spaccano le ossa. Se ti è dato di scegliere immergiti nello scirocco caldo, lattiginoso. Lo senti? anche il pensiero si fa palato. Quando ogni tesa ha il proprio sonaglio viene il momento per una sigaretta. Chiudila nel cuore rosso delle mani perché il vento non la fumi prima di te, aspirala tutta e profondamente. Qui raccogliti. Sono poderosi i serpenti di mare, e gennaio li affama, bocche voraci che non guardano troppo per il sottile. Innesca pure quel brandello di stoffa tuffato nel lardo o una testa di pesce, ubriacali col brumeggio: i gronghi hanno becco d’anatra e una pinza invece la murena. Le meraviglie non chiedono senso che non sia di marcia, metà uomini metà cavalli tu e io sospesi e un groppo in gola.