CARTA SETTANTA E UNO, IN BREVIS LO INTERVALLO
Io Leone non sono dipintore se non cun le stente parole nere de zampine de mosca graffiate sulla carta, ma ugualo io t’envito allo intervallo nell’immaginarti drentro la testa una musichella di ripetizio in dlin, dlin dlon dlan d’arpeggio vibrato, poi te figuri che te passano de fronte come tante e tante cartoline de pregio de’ paesi e delle chiese e delle cittade e de’ panorami e poi le pecore, e de nuovo li paesi e le chiese e le cittade e i panorami… e poi le pecore e dlin, dlin dlon dlan GREGGIO (Rieti) “Presepe vivente”, dlin, dlin dlon dlan ASSISI (Perugia) “La Porziuncola” dlin dlon dlan INTERVALLO con le pecore… e cussì, tutt’insieme, te faccio star quieto un’oretta dove te mostro li vari paesaggi che te fanno da ambientazione della storia de Cesco nostro e… BOLOGNA dlin, dlon dlon dlan e poi le pecore PANORAMA “Eremo delle Carceri” dlin, dlon dlan FOLIGNO (particulare “Rustico vangatore”) e INTERVALLO con ancora le pecore dlin dlon dlan… e così via, in ottimo modo tale che te distrai uno poco e te riprendi lo fiato, in surplace, prima dello rush finale.
(Ah, se le vedi move, le cartoline che te passano davanti alli oculi, tranquillo, nun è miracolo. L’è fratello Egidio sulla groppa di Campano che te le trascina avanti e ‘ndreo per simulare l’effetto filmico cinamaScope a gradimento spettaculare).