A cucchiaiate mi piace mangiare
i fagioli col pane nel cantuccio
non impiattati ma dalla padella
come nella scena di “Lo chiamavano
Trinità”. Mio padre mi raccontò
che una sera (fu a Padova mi sembra)
meglio non c’era di quel film al cinema
e nonostante avesse già mangiato
a vedere Terence Hill e i fagioli
“mi venne una fame da lupo”, disse
proprio così, anche in culo al moscone
che era caduto morto nel pappone.
E allora sarà per questo che nascono
le preferenze, le predilezioni,
che impari l’appetito della vita
da cose da nulla – un modo di dire,
una padella, il rutto di un attore.
Mi piacciono i fagioli di mio padre
in un cinema dopo cena a Padova
sospirati e cotti dal desiderio
anche se nel racconto io non c’ero.