Cronache senza gloria è un racconto diverso, perché i suoi protagonisti sono zanzare. Facciamo conoscenza anche della formica Hector, che muore quasi subito, e poi del vecchio ragno che si chiama Igor e non ci sta più con la testa. Il personaggio principale è comunque una zanzara, dotata perfino di cognome, Franz Oppermann. Dimenticavo il narratore, la piccola Mathilde figlia di Franz e depositaria della storia. Berlino, aprile 1945, poi Dachau, poi di nuovo Berlino – dopo varie peripezie un piccolo gruppo eroico di zanzare entra di soppiatto nel Führerbunker per uccidere Adolf Hitler, nome del piano Aléxandros!

Due considerazioni di base: “Ciascuno di noi, in ogni epoca – a qualsiasi natura appartenga – ha il dovere di agire contro tempi ingrati o insostenibili”. Di seguito: “nei tempi difficili anche un racconto, per piccolo e leggendario che sia, può fare la sua parte”. Bella la citazione in esergo di Giorgio Manganelli, “Un buon rancore è una musa decorosa”. Davvero una rarità trovare valorizzato il rancore, s’intende quel rancore indirizzato bene.

Non racconto la trama, per rispetto della lettura di chi, mi auguro, si procurerà il libro. Sono appena cento pagine, non si tratta di uno di quei fermaporte insipidi come il popcorn, che tolgono la fame e riempiono lo stomaco. Voglio citarne un altro pezzettino, perché è importante per comprendere i tempi che corrono: “Ho capito che il male viene da lì: dalla difesa della propria pace. In nome di questo si diventa canaglie della peggior specie, per quanto involontarie. Intaccate questa serenità e vedrete chiunque fare di tutto”. Lo dice Ann, una zanzara di Dachau. Ci sono anche uomini, in questa storia? Sì, ma li vediamo con gli occhi delle zanzare, e non si sa se la Storia – quella della Storia siamo noi – la facciano davvero loro, gli uomini, oppure le piccolissime succhiasangue. Del resto Alessandro il Macedone è morto, pare, per una febbre altissima causata dalla malaria – “l’essere umano è talmente fragile… basterebbe una piccola zanzara”.

Dell’autrice, Elisa Ruotolo, non parlo perché, fortunatamente, non ne so nulla. La sua scrittura però ha una notevole qualità, di questo posso dire. I suoi disegni – è lei a illustrare il libro – un po’ meno. Che avete capito? Non è un libro per bambini!

Elisa Ruotolo, Cronache senza gloria, Marotta&Cafiero, Melito di Napoli 2025.

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