Lo storno

Inconsapevolmente ogni singolo

storno partecipa alla geometria fluida

di una celeste sinfonia, niente sa

del piano generale in cui è compreso

e non s’immagina la forma che disegna

con quei cambi di rotta violenti

ubbiditi senza avvertirne il peso

nella necessità. Non credo che conosca

chi gli sta vicino, ma solo la distanza

da tenere da un altro sé

inchiodato alla libertà del volo.

Anche sarebbe assurdo dire

che è felice, per oggi ancora vive

questo basta.

A sera un albero gli dà rifugio

e quando va via il sole

il suo è un canto di terrore, si svuota

senza speranza alcuna in una luce nuova,

lui non lo sa che il sole l’indomani

tornerà. E a ben vedere, questa notte

nemmeno io.

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