Non ho potuto permettermi d’essere
fragile come un vetro di Murano
nonostante l’anima mia avesse
più colori dell’alba e del tramonto.
Così fatevi sotto, aggrappatevi
alle parole, sono le mie ossa
lo scheletro di ferro sempre in piedi
in uso per le crisi esistenziali.
Non vesto gli attillati dolcevita
oppure giacche lise di velluto
con mascherina guanti e bianco camice
io prendo in cura tutti i vostri mali.
Nemmeno poi ho potuto approfittarmi
di te, tempo. Mi volevi poeta
ben disposto alle passioni tristi
ma bastante non fu la tua farina.