Il sole picchiava a perpendicolo e la bonaccia del mare era uno specchio di luce. Soltanto nelle buchette tra scoglio e scoglio trovavi un po’ d’ombra, ma anche lì la calura estiva era considerevole.
«Saranno quaranta gradi…», disse il gambero, «E poi è umido, la temperatura percepita ancora di più… quarantacinque quarantasei secondo me…» esagerò.
«Siamo a luglio inoltrato, che possiamo farci? a Calafuria l’estate è un inferno, lo sanno tutti», confermò a suo modo il paguro.
«Eh già…»
«E tuttavia questo non è un buon motivo per arrendersi subito, non ti pare?» riprese il paguro.
«Magari con un po’ più di fresco potrei capire anch’io… come fai a stare concentrato in questo bollore… ufff… » sospirò il gambero.
«E ti lamenti anche? Io allora, con tutta questa popò di conchiglia addosso che cosa dovrei dire? Tu per lo meno sei nudo!»
«Lo so Jonathan, lo so… Ma il tuo è un altro carattere, e poi sei più intelligente e portato per le materie scientifiche…»
«Non è mica vero… semmai è un fatto di esercizio mentale, di diligenza… nemmeno a me all’inizio mi riusciva di capirci qualcosa… ma poi, a furia di applicarmi, ce l’ho fatta… La verità vera è che sei infingardo, Cosimo»
«Se lo dici tu… ma non vorrai davvero convincermi che quella storia del qui e del là è semplice…» si schermì il gambero.
«E invece sì! Basta concentrarsi. Ascolta, te lo ripeto: mi vedi? Io ora sono qui, ok? Tu mi vedi?»
“Certo che sì, ti vedo, non è questo il punto…»
«Non mi interrompere porca miseria, sennò perdiamo entrambi la concentrazione…»
«Ma mi fai le domande, se mi fai le domande io rispondo…»
«Ti domando, tu non rispondere però. Io sono qui, va bene?», Jonathan stette in attesa per un paio di secondi e si accertò che Cosimo non dicesse nulla… «Ok», riprese, «Ora chiudi gli occhi», Cosimo li chiuse e il paguro, allora, cominciò a spostarsi passettino su passettino, fino all’estremo limite della buchetta. «Apri gli occhi Cosimo, ora sono qua!»
«Certo che sei là, ti vedo… e allora?»
«E allora io prima ero lì e ora sono qua. Tu mi hai visto lì dov’ero e mi vedi dove sono adesso… Mi segui?»
«Non sono mica un tonto, ti seguo sì, ma che vuol dire? e allora?»
«E allora tu mi hai visto lì e poi qui, ma in nessun caso saprai mai come ci sono arrivato, qui, perché mentre tenevi gli occhi chiusi io ero dappertutto…»
«Ah ah, ma fammi ridere… Ma che cazzate spari Jonathan!» si mise infatti a ridere di gusto il gambero.
«Cazzate? È la meccanica quantistica, altro che cazzate!»
«Seeee, ma dai…» Cosimo non ce la faceva proprio a smettere di ridere, «E chi sei tu? un mago? Io chiudo gli occhi e lui è… dove hai detto che eri andato? Ah già… lui è andato dappertutto ah ah ah… e poi io riapro gli occhi, e lui, proprio in quell’attimo… ta taaaaa, guarda caso riappare proprio là ah ah ah ma che cazzata…»
«Lo vedi come sei? Come si fa a fare un discorso serio con te? Ci credo che non capisci, tu fai resistenza… ma che tu lo creda o no l’elettrone si comporta proprio così… il concetto di traiettoria con l’elettrone viene meno… non è possibile definire la traiettoria di una particella…»
«Non è possibile no, e ci credo io! con gli occhi chiusi come fai? Fammi tenere gli occhi aperti e vedrai che poi te lo so dire da dove sei passato per andare da qui a là, mica sono scemo!»
«Ma allora hai ragione, sei davvero di coccio eh? Quante volte te l’ho spiegato che codesta è la fisica di Newton… e che va bene, non dico di no, ma soltanto nel nostro mondo, nel macro… ma tra le particelle subatomiche le cose vanno diversamente…»
«E a te chi te lo dice, se non lo vedi? Come fai a sapere che fanno gli elettroni… che prima ci sono, poi spariscono, poi ci risono… e magari, come dici te, quando non ci sono non è che non ci sono più, non ci sono perché sono dappertutto… ma fammi il piacere… e io dovrei credere a codeste ciance?»
«Lo so Cosimo, è un po’ difficile quando uno è abituato a pensare al suo livello di grandezza… è controintuitivo…»
«E allora vorresti dire che non capisco davvero nulla?»
«Ma no, ma che c’entra questo… Te l’ho detto prima: devi rifletterci, devi applicarti… e allora vedrai…»
«Ma che vedrai e vedrai se mi fai tenere gli occhi chiusi? Fammeli tenere aperti e allora si ragiona, dico io. Così sono buoni tutti… Con questa calura poi, mi viene a spiegare la meccanica quantistica lui… proprio oggi, che mi scoppia la testa!»
«Oh, ma non t’incazzare eh? Se vuoi restare nella tua ignoranza sono fatti tuoi. Un po’ un po’, poi, sai che me ne viene a me… io lo facevo per rinnovare la tua visione del mondo, per non farti vivere sempre dentro la tua buchetta… ma se ci stai bene, qui dentro e con tutte le tue certezze, sono problemi tuoi caro Cosimo… Tieniti pure le tue convinzioni…»
«Ma io mi domando e dico, ma non te ne rendi conto dei discorsi che fai? Mi piacerebbe che qui ci fosse qualcun altro, ma guarda un po’… Tanto per farti capire come ci rimarrebbe la gente, dopo aver ascoltato una di queste cazzate… direbbero che sei da manicomio direbbero…»
«Già, fosse per te e quelli come te la terra sarebbe ancora piatta, caro il mio Cosimo…»
«Perché?»
«Perché avete proprio una mentalità conservatrice, voi gamberi. Conservatrice e ottusa, non vi smuove nessuno, così la vedete e dunque così è e così sarà per sempre… che miseria…» il paguro Jonathan scuoteva la testa.
«Perché? Com’è codesto fatto della terra? E com’è la terra? Non è piatta la terra?»
«Piatta? Non ci posso credere… tu pensi davvero che…? tu sei un terrapiattista?»
«Perché? Come sarebbe allora la terra?» domandò seriamente Cosimo il gambero.
«La terra è tonda Cosimo… tonda…»
«Ah ah ah che cazzata! Ma che cazzate spari eh…?»