Il voto di Pulcinella (2024)

“Il resto di niente” non è soltanto il romanzo storico di Enzo Striano (1984) ma anche un bel film del 2004, di Antonietta De Lillo. Protagonista l’aristocratica portoghese Eleonora Pimentel Fonseca, donna colta e coraggiosa, esponente di spicco dei giacobini napoletani. Una rivoluzione, quella partenopea, durata nemmeno cinque mesi, dalla fine di gennaio a circa metà giugno del 1799.

Eleonora fu impiccata su ordine di Re Ferdinando IV di Borbone, i rivoluzionari giacobini sconfitti dalla rivolta dei sanfedisti, popolani della “Santa Fede”. Questo è un invito a vedere il film, certo, ma ne scrivo perché, parlando con un amico dei risultati elettorali, mi è tornata in mente una scena, quella di Pulcinella, che sono andato a rivedere sul dvd.

Eleonora cerca un mezzo semplice attraverso cui comunicare con il popolo analfabeta, e ha l’idea di ingaggiare un “guarattellaro”, cioè un maestro burattinaio, che attraverso Pulcinella spieghi cos’è la rivoluzione alla gente umile e povera, da sempre sfruttata. Pensa infatti che la maschera napoletana rappresenti, sebbene in miniatura, la libertà, o per lo meno che ne senta il desiderio. Ma il guaratellaro le spegne ogni entusiasmo – e qui la battuta del film che è venuta a galla ripensando alle elezioni.  L’uomo dice all’aristocratica: “Pulcinella a chi lo da da mangiare lo chiamma padrone”. Lo scotto è grande, e Isabella ovviamente reagisce offesa: “Sono i re che pagano i servi. Nella repubblica ci sono solo liberi cittadini!”.

Per commentare il voto non trovo di meglio da scrivere che questo. C’è un’aristocrazia intellettuale che pensa che i Pulcinella anelino alla libertà e alla dignità umana, non volendo vedere che invece i cittadini come Pulcinella stanno più comodi nella servitù, è sufficiente che a Pulcinella “lo dai da mangiare” e lui ti chiama padrone. Eleonora assisté all’impiccagione dei suoi compagni giacobini e prima di essere giustiziata recitò una citazione colta, “Forse un giorno ci farà piacere ricordare anche queste cose” – Virgilio ci racconta che Enea cercava di rincuorare i suoi uomini con queste parole. Ma Pulcinella era lì a guardarla da sotto il patibolo e se la rideva. Meglio Maradona, San Gennaro, la monarchia, la seconda scarpa di Achille Lauro e i botti – ovviamente per tutta l’Italia, sia ben chiaro.  

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