Gina la gatta chissà dove andrà
di notte, apre dal lato scucito
la zanzariera e salta giù sul tetto
poi corre di volata sul muretto
e non la vedo più, è già sparita.
Forse mi vuole bene perché l’ho
salvata dalla prigionia dei buoni
di cuore che ti danno da mangiare
per non farti morire sulla strada
o forse che sia salva è un’utopia
per lei che è segnata dall’abbandono.
Però, all’alba, ritorna. La sento
scricchiolare i croccantini nel sonno,
faccio conto che sia la sua risata.